Lettere dalla Terra Santa
Una fievole luce di speranza da Betlemme

Una fievole luce di speranza da Betlemme

Natale 2024

22 dicembre 2024 · Adriana Sigilli

Mancano pochi giorni al Natale e sicuramente sentiremo parlare di Betlemme, una piccola città in Palestina, vicina a Gerusalemme. Questa città araba è caratterizzata da piccole strade che si inerpicano sulle dolci alture della Giudea. Chi realizzerà il presepe probabilmente costruirà una piccola grotta, dove, la notte della vigilia del Santo Natale, ospiterà Gesù Bambino. È qui, infatti, che è nato il Figlio di Dio, Gesù Bambino.
Come ci racconta il vangelo di Luca :"mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché per loro non c'era posto nell'alloggio."
A Betlemme, questa grotta, situata nella Basilica della Natività, esiste ancora ed è diventata, nel corso dei secoli, la meta di pellegrini provenienti da ogni angolo del mondo, che giungono qui per pregare sul luogo dove è nato Gesù. Tuttavia, oggi questo piccolo angolo sacro del mondo è isolato. Sebbene non ci siano segni di distruzione causati dalla guerra, la popolazione porta il peso di un conflitto che non desidera. "La gente di Betlemme," composta da cristiani e musulmani, convive in questo fazzoletto di terra, attaccata con amore alla propria città, perché Betlemme è la città del Natale, la loro città, la città di Gesù Bambino.
Ogni volta che entro a Betlemme, mi chiedo come sia possibile continuare a vivere in una città dove non c’è lavoro, dove il turismo, una delle fonti principali di sostentamento, è praticamente scomparso. Ma come continua a vivere vive la gente, senza salario, senza libertà?
In questo mese di dicembre non c'è più quell'atmosfera natalizia, tipica di questo periodo: mancano gli alberi di Natale, le luminarie, le luci sfavillanti e le feste. A Betlemme, il periodo delle celebrazioni liturgiche inizia con il Natale cattolico, seguito da quello dei Greci, degli Armeni, le tre comunità che sono presenti anche nella Basilica della Natività. Fino a due anni fa, all'inizio di dicembre, si celebrava una grande festa: la prima accensione dell’albero nella piazza della Mangiatoia, che dava il via a un evento atteso da tutti. L'albero verde della vita, decorato con mille colori e luci scintillanti, richiamava persone da tutto il mondo, che portavano il loro contributo natalizio attraverso concerti, danze, spettacoli e bancarelle di artigianato palestinese che si intrecciavano con prodotti di espositori esteri. Questa grande festa creava un’atmosfera unica di unità tra popoli e religioni diverse, abbracciate dall’accoglienza dalla piccola Betlemme. Era un momento in cui l'economia fioriva, e molte famiglie ne beneficiavano. Purtroppo, oggi tutto questo non c'è più, e Betlemme sembra aver perso parte del suo incanto natalizio.
La Natività a Betlemme è il centro e il cuore di tutto, il cuore della Terra Santa e il cuore della Palestina. È il cuore palpitante della Chiesa e rappresenta il cuore di ognuno di noi. Tutti noi siamo legati a Betlemme; qui è nato Gesù. Vi chiederete perché questa città mi stia così a cuore. È una piccola città, quasi più simile a un villaggio, ma è qui che è nato Gesù.
Ma anche quest’anno Betlemme è triste. Piange per i morti delle guerre nel mondo. Betlemme piange perché è ancora una volta vittima di un conflitto, subendo una guerra che non desidera. Betlemme è la città della pace, ma oggi è una città sofferente. Tuttavia, Betlemme ci offre una lezione di vita. In mezzo a questa tristezza e a questo totale abbandono a causa della guerra che l'ha colpita, Betlemme resiste. Resiste per gli altri, ma resiste anche per noi, per testimoniare la vita e la storia della città di Betlemme, La sua storia è intrinsecamente legata a quella di molti di noi, e il suo spirito di resilienza è un faro in tempi di difficoltà. La sua bellezza e la sua cultura, uniti alla sofferenza attuale, ci ricordano l'importanza di mantenere viva la speranza e la solidarietà, non solo per Betlemme, ma per tutte le popolazioni ferite dalla guerra.
La speranza e la fede che Betlemme rappresenta possono servire da ispirazione per tutti noi, ricordandoci l'importanza della pace e della comprensione reciproca. Il messaggio di Betlemme è un invito a riflettere su come possiamo contribuire a costruire un futuro migliore, una nuova vita di pace . E allora sarà Natale. È un segno che Gesù è nato a Betlemme, che Gesù è vivo e che è presente in mezzo a noi.
Buon Natale  

Adriana Sigilli