Lettere dalla Terra Santa
“Pietre vive”  I bambini di Betlemme tra noi attesi da due anni

“Pietre vive” I bambini di Betlemme tra noi attesi da due anni

19 giugno 2026 · Adriana Sigilli

Cari amici,
Dopo lunghi mesi di attesa e la delusione dello scorso anno, quando la partenza non fu possibile,
mercoledì 17 giugno abbiamo potuto vivere la gioia dell’incontro. Una gioia vera, semplice e
travolgente, che si è manifestata all’aeroporto di Milano Malpensa quando i bambini di Betlemme
hanno varcato le porte degli arrivi e si sono ritrovati circondati da sorrisi, abbracci, cartelli colorati,
slogan ed inni da stadio e mani tese ad accoglierli.
È stato un momento intenso, capace di commuovere tutti: i volontari della comunità di Lonate
Pozzolo, guidati da Don Luigi Marcucci, gli amici della Polis Seregno, l’Assessore allo Sport di
Seregno Paolo Cazzaniga, i volontari di Oasi di Pace, e quanti hanno creduto in questo progetto
anche nei momenti più difficili e che da mesi lavorano dietro le quinte. Un ringraziamento speciale
va all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Frontiera e al personale della SEA, che con disponibilità
e sensibilità hanno facilitato tutte le procedure, permettendo ai bambini, già provati da un lungo
viaggio, di sentirsi accolti fin dal primo istante. Non abbiamo semplicemente accolto un gruppo di
ragazzi arrivati da lontano, da Betlemme, abbiamo dato concretezza a un’idea di pace che da oltre
vent’anni accompagna il cammino di Educare alla Pace, che seguo con la mia associazione Oasi di
Pace. Educare alla Pace, nasce a Betlemme nel 2002, dopo la costruzione del muro, da una collaborazione
con Fr. Ibrahim Faltas. Questo progetto ha cercato nel tempo di stare accanto ai bambini e ai
giovani della Terra Santa, offrendo occasioni di crescita, di incontro e di speranza. Perché la pace
non si costruisce nei grandi discorsi, ma nelle relazioni, nell’educazione, nella capacità di
riconoscere nell’altro un fratello. Questi bambini, arrivati a Milano, sono i primi a partire da
Betlemme
dopo più due anni particolarmente difficili. La loro presenza tra noi rappresenta molto
più di un viaggio: è un segno. È la testimonianza che, nonostante tutto, si può continuare a credere
nell’incontro e nel dialogo. Da questa visione nascono due percorsi che si intrecciano e si
completano, nell’accoglienza offerta ai bambini. Il primo è Un Ponte per la Speranza, che i bambini vivranno attraverso l’esperienza degli oratori
di Lonate Pozzolo, Ferno e Sant’Antonino insieme a don Luigi Marcucci. Comunità intere si sono
messe in cammino per accogliere questi bambini e accompagnarli nella vita quotidiana,
condividendo momenti semplici ma preziosi. Perché la vera ricchezza non è ciò che si offre, ma ciò
che si scopre vivendo accanto all’altro. Difatti in un solo giorno hanno inventato una nuova lingua
per comprendersi: arabo-inglese-italiano nuovi slang dell’estate 2026! Il secondo è Amici Senza
Frontiere
, la settimana sportiva organizzata dalla Polis Seregno. Una scelta di nome non casuale:
da Bambini Senza Confini ad Amici Senza Frontiere, perché ciò che desideriamo costruire non è
soltanto un’esperienza di ospitalità, ma un legame di amicizia destinato a durare nel tempo.
Attraverso lo sport, il gioco e la condivisione, bambini provenienti da realtà diverse imparano a
conoscersi, e a sentirsi parte della stessa famiglia sportiva. Lo sport insegna a vincere le sfide
senza perdere il rispetto, a costruire amicizia senza confini e a scegliere ogni giorno la strada
della pace e della legalità.
In queste giornate ci saranno attività, incontri, escursioni, risate e
momenti di festa. Nei prossimi giorni incontreremo anche il nostro Arcivescovo Mons. Mario
Delpini. Ma il valore più grande sarà quello che non compare nei programmi: gli sguardi che si
incrociano, le amicizie che nascono senza bisogno di traduzioni, la scoperta che le differenze
non dividono, ma arricchiscono.

Per molti di noi saranno giorni speciali. Per questi bambini, che arrivano da una terra ferita e
segnata da tante difficoltà, saranno anche un tempo di respiro, di serenità e di leggerezza. E forse,
proprio attraverso la semplicità di un gioco, di una passeggiata o di una cena condivisa,
comprenderemo ancora una volta che la pace non è un traguardo lontano, ma una scelta quotidiana
che inizia dal cuore di ciascuno. Perché ogni bambino accolto, ogni amicizia che nasce, ogni mano
che si tende verso l’altro è già un piccolo frammento di quel mondo più giusto e più umano che tutti
continuiamo a sognare. E i sogni, quando vengono affidati ai bambini, trovano sempre il modo
di diventare speranza.  

Adriana Sigilli